di Giovanni Pelosi, "Il Sole 24Ore" 9 maggio 2012
Non semplici "partner" economici, qualcosa di più: veri "amici". Alleati nella Nato per la stabilità del Mediterraneo in fiamme (Siria e Iran), integrati in un sistema di imprese che opera anche in Paesi terzi dalla difesa all'energia, dalle costruzioni ai trasporti. Forse, domani, anche all'auto. Turchia ed Italia sembrano vicini come non mai dopo i lunghi colloqui del premier turco, Recep Tayyp Erdogan ieri a Roma, prima con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e, poi, con il premier Mario Monti.
Istanbul, 11 aprile 2012 - Nel corso del suo recente viaggio in Turchia ad Antiochia e Gaziantep, il Senatore Amato, presidente dell'Associazione di amicizia parlamentare Italia-Turchia, ha avuto il piacere di incontrare Hakan Sukur, deputato alla Grande Assemblea turca e presidente dell'omologa Associazione parlamentare di amicizia Turchia-Italia. Nello spirito di rafforzare le già ottime relazioni italo-turche, le due Associazioni parlamentari collaboreranno attraverso una serie di iniziative comuni tra Roma ed Ankara. A margine dell'incontro, Hakan Sukur, indimenticato centravanti della Serie A, ha donato all'Associazione parlamentare di amicizia Italia-Turchia, la propria maglia autografata della nazionale turca.
articolo di Roberto Francia, pubblicato su Affari Esteri, Anno XLIV – numero speciale Inverno 2012, No. 166, pp. 188-202
Roberto Francia è Responsabile per le relazioni europee e internazionali di UNEI (Unione dell’Elettricità Italiana) e Presidente della fondazione Eyprom di Bruxelles.
A prima vista, le differenze tra l’Italia e la Turchia sono tali da rendere difficile accostare i due Paesi. Il primo è una media potenza europea, membro del G8 e membro fondatore dell’Unione Europea; è parte sia di Schengen che dell’Euro. Il secondo una potenza emergente euro-asiatica, membro del G20, candidato all’adesione all’Unione Europea, ma con davanti una strada ancora in salita. L’Italia è circondata a sud dal Mediterraneo e a nord da Paesi europei ricchi e stabili, mentre la Turchia, pur bagnata dallo stesso mare, condivide le migliaia di chilometri della sua frontiera orientale con Paesi come Iran, Siria ed Iraq. Se l’Italia ha ottimi rapporti con tutti i suoi vicini, lo stesso non si può dire della Turchia. Da oltre trent’anni Ankara occupa militarmente metà dell’isola di Cipro e blocca alla parte sud l’accesso ai propri porti e aeroporti, nonché al proprio spazio aereo.
Intervista al ministro turco Bagis per gli affari europei a cura di Giuseppe Mancini tratta dal mensile "Espansione" del 1 marzo 2012
«Ce ne andremo a Disneyland». Il ministro turco per gli affari europei, Egemen Bagis, negli ultimi tempi viene bersagliato da una sola domanda: «Cosa farà la Turchia se i negoziati per la riunificazione di Cipro falliranno e se l’amministrazione greco-cipriota, dal 1° luglio del 2012, assumerà da sola la presidenza di turno dell’Unione europea?».
«Una vacanza lunga sei mesi», taglia corto con una battuta. Bagis ha 41 anni, ha studiato a New York e dal 2002 è deputato del Partito al governo, il Partito della giustizia e dello sviluppo (Akp). Eletto a Istambul, gestisce dal 2009 i rapporti con le istituzioni comunitarie. Nel governo attuale, il terzo monocolore di fila di Recep Tayyip Erdogan, è alla guida del neonato Ministero per gli affari europei. Segno eloquente di volontà europeista del governo di Ankara.
Per la Turchia, l’ingresso nell’Ue è il principale obiettivo strategico. Per centrarlo, spinge sull’acceleratore delle riforme che l’Europa le chiede per l’adesione ai 27. Mette in campo sforzi di ammodernamento in ampi settori della burocrazia, vara progetti di partenariato e iniziative per spiegare cos’è l’Europa ai suoi cittadini. Al di là delle battute, il governo turco non ha nessuna intenzione d’interrompere i negoziati di adesione con la Commissione europea iniziati nel 2005, che proseguiranno come previsto anche durante il semestre cipriota, altro che Disneyland. (continua)
Dal 17 aprile fino al 1 maggio, presso il Palazzo della Cancelleria, in Piazza della Cancelleria 1 a Roma, è in corso di svolgimento la mostra dell’artista turca, nata a Roma, Irem Incedayi, dal titolo “Riflessi di Paradiso” realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Turchia presso la Santa Sede e con la collaborazione dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di Turchia. Sono esposte al pubblico una selezione di circa 30 opere di medio e grande formato realizzate dall’artista nell’ultimo biennio.

L'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia Turchia segnala l'apertura delle iscrizioni al corso di lingue e cultura turca che porterà i migliori 10-15 studenti alla 10ª edizione delle Olimpiadi di lingua ad Ankara nel maggio del 2012. I corsi sono a cura dell'associazione interculturale “Alba”. I partecipanti dovranno avere un'età compresa tra i 12 e i 18 anni e seguire un corso di 4-6 ore settimanali sino alla data della partenza per il viaggio in Turchia che avrà la durata di 2 settimane. Il corso è totalmente gratuito e le spese di viaggio, pernottamento e vitto saranno tutte a carico dell'associazione. Chi fosse interessato a partecipare può visitare il sito: www.turkceolimpiyatlari.org e contattare il direttore scolastico della scuola, il Prof. Fatih all'indirizzo info@albassc.org


Roma, 13 marzo 2012 - I Senatori Paolo Amato, PdL e Marco Perduca, Radicali al termine dell'incontro, presso la commissione esteri del Senato, colla Ministra degli esteri della Repubblica di Cipro hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"L'audizione di oggi della Ministra degli esteri della Repubblica di Cipro, Dott.ssa Erato Kozakou-Marcoullis, ha purtroppo confermato le nostre preoccupazioni circa le priorità della presidenza cipriota che inizierà a luglio di questo anno. Non solo infatti avremo a presiedere l'Unione europea un paese che non ha risolto, ma forse dovremmo dire non ha voluto risolvere, un problema interno, ma se dovessimo stare alle priorità annunciate oggi in commissione dalla Ministra ne' la Turchia ne' i diritti degli oltre 250mila turco-ciprioti verranno iscritti nell'agenda dell'Unione per la seconda metà del 2012. Tutti i governi italiani degli ultimi anni hanno sempre confermato il loro deciso sostegno alla prospettiva dell'ingresso della Turchia nell'UE e recentemente si sono distinti per la loro equidistanza nelle questioni cipriote. Adesso occorre far qualcosa in più : vigilare affinché la presidenza cipriota non distrugga quanto negli anni si e' riusciti a fare sia per la soluzione della divisione dell'isola che per l'ingresso in Europa della Turchia, importantissimo attore euro-mediterraneo e nostro partner economico e commerciale di prima categoria".
Bernardo Valli da 'La Repubblica', 9 marzo 2012
Instanbul. Sul ponte di Galata, epicentro della città, sono abbagliato dai colori. Anche le sobrie tinte della folla, in cui prevale il grigio, sono ravvivate da un giorno di primavera precoce, inatteso dopo ripetute nevicate. Feriscono gli occhi i riflessi del sole sulle automobili in lento, faticoso movimento tra le due sponde. E allungando lo sguardo sembrano investiti da riflettori variopinti anche gli edifici, i lontani grattacieli al di là di piazza Taksim e i più vicini celebri minareti di Sultanahmet. Mi chiedo se questa ubriacatura di colori, sublimata dal bagno nella luce azzurra del Bosforo, del Mare di Marmara, del Corno d'Oro, sia più psicologica che reale. Sia una spontanea metafora, suggerita dalla scoperta di una Turchia rinnovata, ricomparsa da protagonista sulla ribalta non soltanto regionale, come se vivesse una nuova vita.E c'è il panorama di Istanbul, concreta testimonianza del successo economico e della conseguente dinamica sociale. Insomma, quei colori sono segni di qualcosa che assomiglia a una rinascita.
Convegno 1 marzo 2012
Giovedì 1 marzo alle ore 17.00 presso la Sala degli Atti parlamentari del Senato della Repubblica in Piazza della Minerva 38, l' 'Associazione Parlamentare di Amicizia Italia - Turchia', presenta il libro a cura di Guido Gambetta e Salvatore Mirabella, 'Turkey: a bridge between East and West' edito da Bononia University Press. Sarà presente l'Ambasciatore della Repubblica di Turchia a Roma, S.E. Hakki Akil.
dal Corriere della Sera del 16 gennaio 2012 - 'Risponde Sergio Romano'
Nel corso di un convegno sulla Turchia lei ha detto che una delle ragioni per cui Erdogan non vuole ancora stracciare il velo dell’ipocrisia che avvolge il negoziato con l’Unione Europea potrebbe essere il fatto che lo stesso Erdogan si stia rendendo conto che — prima o poi —la Turchia potrebbe essere utile all’Unione più di quanto l’Unione possa esserlo per la Turchia. Secondo me questa sarebbe forse proprio una ragione in più per stracciare il velo, non per mantenerlo. - lettera firmata -